Coronavirus, GIMBE: "In 9 regioni terapie intensive oltre il 40%"

2' di lettura 18/03/2021 - Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE sull’andamento della pandemia in Italia, ha rilevato nella settimana 10-16 marzo 2021, rispetto alla precedente, un ulteriore incremento dei nuovi casi (157.677 vs 145.659) e dei decessi (2.522 vs 2.191).

Prosegue la salita dei casi attualmente positivi (536.115 vs 478.883), delle persone in isolamento domiciliare (506.761 vs 453.734), dei ricoveri con sintomi (26.098 vs 22.393) e delle terapie intensive (3.256 vs 2.756).
Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: Decessi: 2.522 (+15,1%); Terapia intensiva: +500 (+18,1%); Ricoverati con sintomi: +3.705 (+16,5%); Isolamento domiciliare: +53.027 (11,7%); Nuovi casi: 157.677 (+8,3%); Casi attualmente positivi: +57.232 (+12%).

Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE: “L’ulteriore incremento dei nuovi casi ha determinato nell’ultima settimana la netta espansione del bacino dei casi attualmente positivi, aumentato di oltre 57 mila unità”.

Nel raffronto con la settimana precedente, i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti crescono in 16 Regioni e in 15 si registra un incremento percentuale dei nuovi casi. L’aumento dei casi attualmente positivi si riflette sulle curve relative ai servizi ospedalieri: l’occupazione dei posti letto di area medica da parte di pazienti COVID supera in 9 Regioni la soglia di allerta (>40%). Anche nelle terapie intensive, il cui tasso di saturazione nazionale oltrepassa la soglia critica attestandosi al 36%, l’occupazione da parte di pazienti COVID supera il 30% in 13 Regioni: in particolare, in 5 Regioni (Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise) è ?40% e in altre 5 è ?50% (Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Marche, Prov. autonoma di Trento).

Spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE: “Il sovraccarico ospedaliero, oltre a rendere più complessa l’assistenza dei pazienti COVID, aumenta lo stress di personale e servizi ospedalieri e impone di rimandare interventi chirurgici e altre prestazioni non urgenti per pazienti non COVID”.

“A preoccupare – ha riferito Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione GIMBE – è anche il trend in continua ascesa dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva: in 4 settimane la media mobile a 7 giorni è aumentata del 94,2%, passando da 134 a 260”.

Per quello che concerne i vaccini, infine, delle dosi previste per il primo trimestre 2021, al 17 marzo, risultano consegnate alle Regioni 8.597.500 dosi, poco più della metà di quelle previste".






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2021 alle 12:47 sul giornale del 19 marzo 2021 - 120 letture

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