Il Trentino ridà il diritto di esistere a 104.000 bambini del Burkina Faso

4' di lettura 27/05/2021 - In Burkina Faso moltissimi bambini non vengono registrati alla nascita e neppure in seguito, con gravi danni per la loro esistenza che viene esposta ai rischi più disparati, a partire da quello di essere invisibili per lo Stato e nella loro vita in generale.

La Provincia autonoma, in partnership con la Comunità di Sant’Egidio, è capofila del progetto dal titolo “Rafforzamento della registrazione delle nascite allo stato civile e lotta al fenomeno dei bambini invisibili” che ha consentito, tra il maggio del 2018 e il maggio del 2021, di far registrare oltre 84.000 neonati e oltre 20.000 scolari delle elementari della regione del Centre-Ouest del Paese situato nell’Africa occidentale. In totale oltre 104.000 bambini e bambine hanno potuto ritrovare il diritto di esistere, indispensabile per portare a termine tutto ciò che noi colleghiamo a una vita normale.

Senza il certificato di nascita, ad esempio, i bambini non possono portare a termine il ciclo educativo delle elementari, e quindi neppure andare avanti nella carriera scolastica. La mancanza della registrazione anagrafica ha la conseguenza di rendere impossibile anche l’accesso gratuito alla sanità, garantito ai bambini che hanno fino a 5 anni, età che senza un certificato di nascita diventa impossibile da dimostrare.
Per non parlare del fatto che essere invisibili rende più facile diventare oggetto di rapimenti o traffici di esseri umani.

L’iniziativa ricade nell’ambito delle competenze dell’assessorato agli enti locali. “Si tratta di un progetto che permette ai Comuni coinvolti di creare nuove relazioni e di poter ampliare le proprie reti, contribuendo a rafforzare l’immagine di un Trentino capace di essere generoso verso aree meno fortunate” sottolinea l’assessore agli enti locali, Mattia Gottardi.

Il progetto del costo di 1 milione 206.597,60 euro, cofinanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics), braccio operativo del Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale con 1 milione 83.197,60 euro, ha visto la Provincia autonoma impegnare 123.400 euro di contributo e assumere il ruolo di capofila e di gestore del progetto, assumendo la responsabilità di verificare la gestione delle risorse e la buona riuscita dell’iniziativa. Sul posto l’azione è stata demandata alla Comunità di Sant’Egidio ideatrice del programma Bravo! (“Birth registration for all against oblivion!” per promuovere la registrazione delle nascite) all’interno del quale è stato inserito il progetto guidato dalla Provincia autonoma. La struttura che si è fatta carico di gestire il tutto è stato l’Ufficio cooperazione e sviluppo incardinato presso l’Unità di missione speciale Coordinamento Enti Locali, Politiche Territoriali e della Montagna.

I risultati.

Il progetto ha portato all’apertura al pubblico di 218 Centri Secondari di Stato Civile in tutti i centri di Salute dei 38 Comuni della regione del Centre-Ouest. In questo contesto sono stati selezionati e formati agenti di stato civile e personale sanitario, sono state realizzate campagne di sensibilizzazione della popolazione, si è svolta un’intensa attività di dialogo con le Autorità per assicurare la continuità dell’impegno in materia di stato civile. In questo modo si è garantita la registrazione quotidiana delle nascite con un elevato tasso di successo, visto che i neonati registrati presso i centri di salute sono stati più di 84.000. Inoltre, grazie a campagne mirate nelle scuole elementari hanno ottenuto il certificato di nascita, seppur tardivo, altri 20.000 scolari frequentanti la primaria della regione del Centre-Ouest. Con i 104.000 bambini e bambine registrati ex novo, il tasso di registrazione alla nascita della popolazione nell’area del Burkina Faso interessata dall’attività coordinata dalla Provincia autonoma è salito dal 62 al 71%.

L’attività con il Trentino.
È stato realizzato uno scambio di esperienze tra Comuni burkinabé e Comuni trentini, concretizzatosi con il viaggio in Italia di due sindaci del Centre-Ouest, accolti dai Sindaci e dalle amministrazioni comunali di Trento, Rovereto, Lavis e Frassilongo. Nello specifico a Rovereto e Lavis i Sindaci burkinabè hanno potuto accedere agli archivi dei Comuni e scambiare esperienze sui reciproci sistemi di stato civile.
In collaborazione con il Centro per la Cooperazione Internazionale (CCI) di Trento è stato inoltre creato un percorso formativo di didattica a distanza rivolto agli studenti delle scuole superiori trentine sul tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a partire dalla registrazione anagrafica e dal “diritto al nome”, come uno dei requisiti fondamentali per la tutela di tali diritti (qui il link per accedere: https://elearning.cci.tn.it/enrol/index.php?id=40).
È stato altresì realizzato un breve documentario in loco sulla tematica affrontata dal progetto, a cura di Altrove films, grazie al lavoro dei videomaker Marco Zuin e Roberto Cavallini, già premiati per altri filmati attinenti l’ambito della cooperazione internazionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-05-2021 alle 11:50 sul giornale del 28 maggio 2021 - 122 letture

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